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Cosa intendo per “lavoro da cani”.

Nei lupi (parenti molto stretti dei nostri cani e come loro altamente sociali) ogni singolo elemento ha un compito ben determinato nella caccia e nella vita di branco. Altra cosa da notare è che da sempre i cani sono stati selezionati per essere utili all’uomo in molteplici modi, a volte sorprendenti.
Pensate per esempio che lo yorkshire nasce per cacciare grossi roditori nelle fattorie e nelle miniere; barboni, cocker, labrador come cani da riporto in acqua; collie, pastore tedesco, rottweiler, shetland come cani per condurre mandrie e greggi; cane corso, mastino napoletano come cani da guardia; beagle come cane da muta; shar pei e bull terrier come cani da combattimento; jack russell, bracco, segugio, levriero come cani per la caccia; il samoiedo come cane da slitta e baby sitter!

Ho fatto questo lungo elenco per evidenziare che il cane ha scritta nel DNA la necessità di sentirsi partecipe alla vita del proprio branco, cioè noi.
Nel momento in cui faccio presente che il nostro cane deve lavorare, intendo che dobbiamo farlo sentire utile, impegnandolo in attività non necessariamente affini al motivo per cui la sua razza fu selezionata.
La prova che sia indispensabile “farli lavorare”, è il fatto che si assiste sempre più spesso a processioni dispendiose dai veterinari, per capire e “curare” comportamenti strani manifestati dai cani sin da cuccioli.
La maggior parte di questi è causata proprio dalla noia e dal senso di inutilità che provano queste sensibilissime creature; vissuto che è indipendente dall’amore e dalle attenzioni che la famiglia tributa loro.

Non dimentichiamo l’antico detto: “mens sana in corpore sano”, vale per tutti.